Il libero professionista – concept

Il libero professionista da diventando una figura ricercata all’interno del panorama italiano lavorativo. Minori costi di gestione rispetto al dipendente, pagamento con emissione di fattura (con tutti i relativi vantaggi) e un portafoglio di capitale umano per scegliere il partner commerciale migliore. Dall’altra parte della medaglia, questa figura ha delle difficoltà da affrontare. Andiamo con ordine.

Il lavoratore dipendente

Figura mitologica nel panorama italiano, è stato storicamente più tutelato rispetto alle aziende e al LP. Maggiori diritti, maggiori privilegi. 13sima, ferie e malattia pagate, paternita/maternità retribuita, TFR, disoccupazione, orari prestabiliti con possibilità di straordinario retribuito (il doppio rispetto alla quota oraria stabilita). In italia esiste il mito del ‘posto fisso‘, tramandato dalla generazione precedente che ha vissuto il periodo migliore in italia (il trentennio dove l’italia prosperava a livello lavorativo). Questa cosa ha portato negli anni ad un aumento esponenziale di figure scarsamente specializzate, poichè fiduciose del ‘posto fisso’. Quella posizione lavorativa che ti porterai avanti fino alla pensione per intenderci. Ora ti spiego perchè questo ragionamento non funziona più: il dipendente spesso non aspira ad una posizione migliore, non vuole migliorare la propria posizione lavorativa e non accresce il suo portfolio di conoscenze. Questo è l’effetto che ‘il posto fisso’ genera nella mente di un dipendente; stessa cosa non si può dire per un LP. che è letteralmente costretto ad aggiornarsi per poter migliorare i propri servizi offerti. L’eccezione alla regola c’è sempre, ma qui sto generalizzando.

Il libero professionista

La figura del LP. si pone come polo intermedio tra azienda e dipendente. Il rapporto del LP. con le aziende non è come quello del dipendente che può lavorare per la singola azienda. Costui può scegliere di diversificare le entrate lavorando per più aziende contemporaneamente; quest’unico vantaggio è il principale per chi sceglie di intraprendere questo percorso. Con il LP. il carico di lavoro non è singolo, ma viene accuratamente suddiviso in ‘progetti‘. Questa divisione serve per migliorare il workflow, poter gestire più aziende in contemporanea e i vari incarichi che vengono portati avanti. Inoltre il LP. può rilasciare fattura per i servizi offerti, e questo è un enorme vantaggio per le imprese (ne parleremo dopo). Gli svantaggi di essere un LP. sono molteplici: non ci sono orari, non ci sono festene ferie retribuite, la malattia non è retribuita, non hai la 13sima, ecc. Per questo è di primaria importanza diversificare le entrate.

L’azienda

L’azienda si trova nella condizione di poter scegliere il lavoratore ideale per un determinato compito. Una figura interna o esterna? Quanto mi costerebbe assumerlo VS quanto mi costerebbe un LP. ? Queste domande sono importanti per poter capire il tipo di figura che l’azienda ricerca. E’ presente una lieve linea che differenzia il dipendente dal LP, poichè il rapporto lavorativo può essere inquadrato come contratto per LP. scegliendo un dipendente per evitare l’assuzione diretta. Una scorciatoia che il sistema lavorativo permette, dato che in italia è presente una pressione fiscale che non permette manovre massive di assunzione, anzi. Spostare una parte del carico lavorativo al di fuori dell’azienda, a volte è la soluzione migliore per evitare costi eccessivi da sostenere nel lungo periodo.

L’effetto domino nel panorama lavorativo italiano

Se in passato era davvero facile trovare il lavoro ideale con una buona paga oraria, ora il lavoratore si trova di fronte a una scelta. A fronte di crescenti preoccupazioni sul proprio futuro, costui basa il suo stile di vita con scelte poco convenienti per il lungo periodo, focalizzandosi solo sul breve. La cultura finanziaria in italia gioca un ruolo fondamentale in questo, perchè la maggior parte degli italiani non possiede le conoscenze fondamentali per poter migliorare il proprio stile di vita. A differenza del popolo americano dove la cultura finanziaria è fortemente radicata, in italia si fatica ancora ad educare il popolo. Una delle cause che ha portato gli italiani ad essere diffidenti riguardo al mondo finanziario sono appunto i giornali, che negli anni hanno creato articoli con titoli che urlavano alla notizia. Tutto ciò senza rendersi conto che l’italiano medio pian piano iniziava a coltivare un senso di incertezza, poi sfociato in paura e diffidenza verso il mondo finanziario. Questo ha portato l’italia sempre più in basso nel panorama mondiale. L’italiano medio non investe, preferisce accantonare denaro in contanti, in un conto postale o bancario. Non ha idea di cosa sia l’inflazione o dei vantaggi che avrebbe nell’investire una certa somma. Si stima che i risparmi degli italiani ‘parcheggiati’ nei conti siano circa 1.262 miliardi (dato aggiornato al 2022). Allo stato attuale, le problematiche che affliggono l’italia (e l’italiano medio) sono legate alla scarsa gestione finanziaria, alla cultura del ‘posto fisso’, e al pensiero che l’imprenditore sia quella persona che cammina col ferrari senza fare nulla. Una piccola parte di lavoratori ha voluto fare la differenza, specializzandosi nel proprio ambito lavorativo. Quando arrivi a certi livelli diventa inevitabile il passaggio da dipendente a LP, soprattutto a livello fiscale. Tutelare la figura del LP diventa quindi una scelta importante.

Il ‘nuovo’ professionista

Recentemente il tetto massimo di fatturato per i LP con regime forfettario è stato aumentato a 85.000 euro. Questa mossa porta innumerevoli benefici per chi era in bilico tra regime forfettario e ordinario, ma pone le basi per una questione importante. Se innumerevoli imprese sfruttano il regime forfettario, perchè nel periodo di maggior stress per le aziende (il periodo COVID per intenderci) il governo non ha emanato una legge utile per sostenere tutto il tessuto aziendale composto dai piccoli imprenditori? Ecco il concept di misura che spero venga approvato nei prossimi anni: Il regime forfettario consente un forte sconto a livello fiscale per il pagamento dei tributi (5%) per i primi 5 anni, successivamente al 15% (fino a 85.000 euro di fatturato). Perchè non incentivare le aziende che restano aperte per più di 5 anni applicando il regime forfettario fino a 100.000 euro e una (lieve) detrazione IVA pari al 4%? Naturalmente la misura sarebbe valida dal quinto anno in poi, è naturale che un’azienda che continua a produrre debba essere incentivata a fare di più, in modo tale da sradicare parte dell’evasione fiscale che attualmente rappresenta una perdita di gettito fiscale per l’erario italiano. Se l’azienda riesce ad avere una minore pressione fiscale addosso sarà più incentivata ad assumere personale senza ricorrere al lavoro in nero, o peggio a pratiche di assunzione volte a diminuire in un modo o nell’altro il carico fiscale a carico dell’azienda e a danno del dipendente.

Conclusioni finali

Una misura del genere potrebbe avere risvolti positivi sull’economia italiana, che al momento naviga in acque pericolose. Salvaguardare le PMI dovrebbe essere un dovere fondamentale nel nostro paese, che conta circa 1.400.000 imprese artigiane e i soggetti con P.iva a regime forfettario sono pari a 1.566.000. Un numero considerevole e in costante aumento. Regolamentare con norme migliori l’intero comparto favorirebbe una crescita florida del tessuto economico che, dopo aver subito i danni causati dal COVID-19, ha bisogno di un forte scossone per poter continuare a crescere.